Lo Spirito Santo ha fatto sbocciare un nuovo piccolo fiore nel deserto del mondo: l’Opera Piccola Cafarnao.

Quest’Opera si rivolge ai “piccoli”, invitandoli ad amare sempre più la loro piccolezza e ad offrirla al Signore, affinché la trasformi in qualcosa di grande, a beneficio del mondo intero.

“Proclamate questo tra le genti: chiamate alla guerra santa, incitate i prodi, vengano, salgano tutti i guerrieri. Con le vostre zappe fatevi spade e lance con le vostre falci; anche il più debole dica: io sono un guerriero!”(Gl 4,9-11).

 

battGesù e la Vergine Maria stanno preparando l’umanità, specialmente in questi ultimi tempi, al trionfo del loro Regno di pace e d’amore, che si realizzerà, inizialmente, in seno alla Santa Chiesa Cattolica, per poi espandersi nel mondo intero, come il “fuoco dilagante” di una nuova Pentecoste. Tale trionfo sarà preceduto da una serie di eventi non molto piacevoli per l’umanità, descritti nel Libro dell’Apocalisse, e culminerà con la sconfitta di Satana e dei suoi seguaci e con l’instaurazione del regno di Dio su tutta la terra.

Molti santi, nel corso dei secoli, hanno ricevuto da Gesù o dalla Vergine Maria diverse rivelazioni in merito a tali eventi escatologici, e, da circa duecento anni a questa parte, si sono intensificate, in diversi paesi del mondo, molte apparizioni mariane, nelle quali la Vergine Maria preannuncia l’arrivo imminente di prove dolorose per l’umanità che precederanno l’epoca di pace descritta in tante profezie bibliche. L’Immacolata, come una buona mamma e un’impareggiabile condottiera, farà senz’altro in modo che queste difficili prove, e la battaglia contro il principe delle tenebre, producano il minor danno possibile ai suoi figli, i quali, insieme con lei, riusciranno a schiacciare la testa al serpente (Gn 3,15-16).

San Massimiliano Kolbe, quando vide scorrere davanti ai suoi occhi (in una visione estatica) lo svolgersi di questa battaglia, capeggiata dall’Immacolata, pieno di gioia, esultò: “Che meraviglia! La conquista di tutto il mondo all’Immacolata e, attraverso Lei, al Cuore dolcissimo di Gesù, e ciò quanto prima!”. “All’attacco, dunque, all’offensiva, cari figlioli!”. (Dal Libro delle Conferenze, 15-12-1936). Nei suoi numerosi scritti incitava, continuamente, a combattere insieme all’Immacolata: “Da soli non siamo capaci di nulla, ma con l’aiuto dell’Immacolata convertiremo tutti, porteremo l’umanità ai suoi piedi! I peccatori incalliti, attraverso l’Immacolata, torneranno a Dio; tutti i pagani accoglieranno il Battesimo, e si compirà quello che l’Immacolata aveva svelato a santa Caterina Labourè: che ella sarebbe divenuta la Regina del mondo intero e di ognuno in particolare”.

Molti papi del secolo scorso furono illuminati dal Signore sull’avanzata sempre più prorompente del regno del male, ed esortavano il popolo di Dio a pregare e a lottare per accelerare l’avvento del Regno dei Sacratissimi Cuori di Gesù e Maria.

“Noi non dubitiamo che la Vergine Madre di Dio e Madre nostra tenerissima, risponderà propizia ai voti e alle preghiere elevatele da innumerevoli folle di cristiani. Ah, se Ella schiacciasse e annientasse le molte teste dell’empia idra che stende sempre più numerosi tentacoli sull’Europa intera! Ah, se infine affrettasse il ritorno degl’individui e delle società a Gesù Cristo!” (Leone XIII; Parta humano generi, Lett.ap. dell’8-9-1901).

“O Vergine Santissima, accogliete le preghiere che, uniti a voi, in un cuor solo, vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e dopo tanti pericoli la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l’inno della liberazione, della vittoria e della pace” (San Pio X; Orazione per il 50°anniversario della definizione dell’Immacolata Concezione; 8-9-1903).

“Noi attendiamo quel giorno beatissimo in cui il mondo intero si sottometterà volentieri al dolcissimo dominio di Cristo Re” (Pio XI, Miserentissimus Redemptor, enciclica dell’11-12-1925).

Pio XII, alla fine della seconda guerra mondiale, di fronte a tanta devastazione, in occasione dell’incoronazione della Madonna di Fatima, il 13 maggio 1946, lanciò questo grande monito all’umanità: “In quest’ora decisiva della storia, come il regno del male, con infernale strategia, adopera ogni mezzo e impegna tutte le sue forze per distruggere la fede, la morale e il regno di Dio, così i figli della luce e i figli di Dio debbono impegnarsi per difenderlo, se vogliono che siano evitate rovine immensamente più grandi e disastrose di quelle materiali disseminate dalla guerra. In questa lotta non ci possono essere neutrali o indecisi”! “Moltiplicate, diletti figli, le sante avanguardie di un eroico esercito la cui azione, se Dio vorrà, può preparare una vittoria ed un trionfo oggi difficilmente immaginabili (Pio XII; discorso del 18-2-1958).

Purtroppo, il popolo Dio, anziché accogliere tanti appelli così accorati, si è lasciato sedurre sempre più dal maligno, ritardando, così, l’avvento della nuova epoca di Pace e di Amore.

Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria (preannunciato dalla Vergine Maria a Fatima) sarebbe dovuto avvenire all’inizio del nuovo millennio, ma per colpa di tante anime “intontite” è stato ritardato!

“Vegliate e pregate in ogni momento, per avere la forza di sfuggire a tutti questi mali che stanno per accadere e per comparire davanti al Figlio dell’uomo” (Lc 21,36-37).

 


 

 

fin5“In quel tempo apparirà Michele, il capo degli angeli, il protettore del tuo popolo. Sarà un tempo d’angoscia come non c’è mai stato dalla nascita delle nazioni fino a quel momento. Allora tutti gli appartenenti al tuo popolo che avranno il nome scritto nel libro della vita saranno salvati” (Dn 12, 1-2).

Il terzo segreto di Fatima inizia con la visione di un angelo, situato accanto alla Madonna, che impugna una spada di fuoco, la quale, scintillando, emette fiamme che sembrano dover incendiare il mondo, ma che si spengono quando entrano in contatto con lo splendore emanato dalle dita della mano destra della Vergine Maria. Ad un certo punto, l’angelo, indicando la terra, con la mano destra, dice: “Penitenza, penitenza, penitenza!”Questo ordine perentorio dell’angelo all’umanità, sembra voler fare eco alle parole del Signore: ”Se non vi convertirete, perirete tutti” (Lc 13,5-6).

Il testo continua con la descrizione d’immagini cruente, simili a quelle di una battaglia.

L’ angelo menzionato nel terzo segreto di Fatima è senz’altro l’Arcangelo san Michele, il protettore del popolo di Dio e della santa Chiesa cattolica, e tutti coloro che stanno dalla parte di Dio devono unirsi in battaglia insieme a lui e alle schiere dell’esercito celeste, per ottenere la vittoria sul maligno. “Avvicinatevi, voi che dovete punire la città, ognuno con lo strumento di distruzione in mano” (Ez 9,1-2). In questa battaglia ai “piccoli” è affidato un umile compito, quello degli scudieri.

palafreniere

Lo scudiero, chiamato anche palafreniere, nell’antichità, era una figura indispensabile nella vita di un cavaliere, poiché si occupava della custodia e della cura del cavallo (detto palafreno), dell’equipaggiamento del cavaliere, e anche della cura e della custodia della sua persona. Lo scudiero porgeva al cavaliere lo scudo, le armi, e s’impegnava a svolgere i più umili servizi. “Chi fra voi vuol diventare grande sarà vostro servo, e chi fra voi vorrà essere al primo posto sarà vostro schiavo” (Mt 20,26-28). Il cavaliere, in senso metaforico, è il ministro di Dio, e il suo cavallo rappresenta la fragilità della condizione umana, la quale, molto spesso, non riesce a sostenere il peso della divinità (II Cor 4,7). Il cavaliere deve saper domare e guidare il suo cavallo e non viceversa! “Il cavallo non giova per la vittoria, con tutta la sua forza non potrà salvare”(Sal 32,17-18). “Non siate come il cavallo e il mulo privi d’intelligenza; si piega la loro fierezza con morso e briglie, se no, a te non si avvicinano” (Sal 31, 9-10). Per diffondere il vangelo fino ai confini della terra (Mc 16,15), e per liberare il mondo dal dominio di Satana c’è bisogno di cavalieri “senza macchia e senza paura” e non di “partecipanti ad un rodeo”, che fanno sghignazzare Satana e scandalizzano i deboli nella fede (Mt 18,6). Però, il piccolo scudiero non rimane scandalizzato nel vedere qualche cavaliere disarcionato da cavallo, cerca, piuttosto, in tutti i modi di rialzarlo e d’incoraggiarlo a rimettersi in sella; non giudica la sua condotta, anche fosse la più indegna, ma soffre come può soffrire una mamma nel vedere un suo figlio impigliato nei lacci del male, e prega, senza stancarsi, per la sua salvezza. Il piccolo scudiero intende seguire l’esempio di san Francesco d’Assisi, il quale esortava i suoi frati e i suoi seguaci a non giudicare mai i ministri di Dio e ad onorarli sempre. “E non voglio considerare il loro peccato, poiché in essi io riconosco il figlio di Dio e sono miei signori. E faccio questo perché, dello stesso altissimo Figlio di Dio nient’altro vedo corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo corpo e sangue suo che essi ricevono ed essi soli amministrano agli altri” (F. F.113).” Guai a coloro che li disprezzano. Quand’anche, infatti, fossero peccatori, tuttavia nessuno li deve giudicare, poiché il Signore esplicitamente ha riservato solo a se stesso il diritto di giudicarli” (F.F.176). ”Il Signore ci ha chiamati a rianimare la fede, inviandoci in aiuto ai prelati e chierici della santa madre Chiesa. Siamo quindi tenuti ad amarli, onorarli e venerarli sempre, in quanto ci è possibile”. Coprite i loro falli, supplite i vari difetti, e quando avete fatto tutto questo, siate più umili ancora” (F.F. 445). San Francesco esortava i suoi seguaci ad onorare così tanto i sacerdoti fino al punto di chinare il capo ogni volta che l’incontrassero, di baciar loro le mani e persino gli zoccoli del cavallo su cui stavano in groppa, per riverenza verso i poteri sacri di cui erano insigniti (F.F. 1468).

Ges su asino

Ogni “cavaliere” dovrebbe meditare spesso sulla figura di quell’asinello che ebbe il privilegio di portare sopra di sé Gesù, quando entrò trionfalmente a Gerusalemme. Quel puledro non era stato ancora domato (Lc19, 30-31),eppure, appena il Signore vi si sedette sopra, divenne subito docile e mansueto; inoltre, considerando che un piccolo asinello (che può pesare all’incirca 150 chili) non sostiene un peso superiore ad un terzo del suo peso (e Gesù pesava senz’altro più di 50 chili), quella povera bestiola sopportò una fatica enorme portando su di sé un peso così sproporzionato alle sue forze: uno sforzo simile a quello di Gesù nel portare sulle sue spalle la croce sulle via del Calvario!

 

 

 

 


 

investitura cavaliere“Chi è costei che sorge come l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribile come schiere e vessilli spiegati?” (Ct 6,10-11). La Regina del Cielo si occupa personalmente di istruire lo scudiero ad essere un prezioso sostegno del suo cavaliere, e di formare il cavaliere a diventare sempre più simile a Gesù. A “Gerusalemme” avverrà la loro cerimonia “d’investitura”, che li consacrerà apostoli degli ultimi tempi. l’Immacolata consegna allo scudiero uno “scudo” speciale, che proteggerà lui e il cavaliere dagli attacchi dei nemici, e che sarà decisivo per ottenere la vittoria in battaglia.

scudo medaglia miracolosa

 

Lo “scudo” reca impressa l’immagine della medaglia miracolosa (vedi storia della medaglia miracolosa). La simbologia racchiusa in questa medaglia sintetizza la storia dell’umanità e il piano divino di salvezza che passa attraverso il Cuore Immacolato di Maria.

La croce che s’intreccia con la M e i due cuori vicini, uno circondato di spine e l’altro trafitto da una spada, indicano l’intima unione di Gesù con Maria S.S. nel dolore che ha redento l’umanità. Questi due cuori uniti rappresentano anche due fornaci d’amore, nelle quali lo scudiero e il cavaliere vi dimorano come nella fornace ardente dove i tre fanciulli cantavano e lodavano il Signore (Dn 52), e, in queste due fornaci, i loro cuori saranno “forgiati” per imparare a battere all’unisono con i Cuori Sacratissimi di Gesù e Maria.

 

 

 

maria cuoreQuando scenderanno in campo, per il momento conclusivo della battaglia, il piccolo scudiero e il cavaliere, dovranno sempre guardare in alto verso la Regina del Cielo, pronti ad eseguire ogni suo comando. “Guardatemi continuamente negli occhi: i miei sguardi accecano satana. Voglio che nelle vostre lotte restiate a me vicini e, abbandonandovi a me, guardiate sempre in alto!”(dalle rivelazioni della Vergine Maria a Elisabetta Szanto- Fiamma d’Amore del Cuore immacolato di Maria). Nel momento cruciale della battaglia, lo scudiero porgerà al cavaliere lo “scudo” che, riflettendo lo splendore abbagliante proveniente dall’Immacolata, accecherà satana, alla stessa maniera degli specchi ustori usati da Archimede nella battaglia di Siracusa, i quali, con il semplice riflesso della luce del sole, riuscirono ad incendiare le navi nemiche. Dalle acque in tempesta (Lc 21,25-26) sorgerà fulgida la stella del mare, che precederà l’aurora di un nuovo mondo.

“Con la Fiamma del mio Cuore accecherò Satana. Unita a voi, la Fiamma del mio cuore distruggerà il peccato.

Effonderò la grazia della mia Fiamma d’Amore su ogni popolo e nazione, e non solo su chi appartiene alla Religione Cattolica, ma su quanti portano il segno del mio Divino Figlio: la Croce. Se tutti si uniranno a me, allora la dolce Fiamma d’Amore incendierà e brucerà il mondo. Satana sarà sconfitto e reso incapace di esercitare il suo dominio. Soltanto, non dovete rimandare o diminuire questo di preparazione. No, non restate inerti o passivi di fronte a questo mio santo desiderio! Per mezzo di pochi, con l’opera dei piccoli, questa irradiazione di Grazia farà tremare il mondo. Chiunque legge o ascolta questo mio messaggio, lo accetti come invito personale, senza rifiuti o scuse, perché voi siete tutti miei figli e io sono la madre di tutti. Pregate san Giuseppe, il mio purissimo sposo, ed egli troverà un posto nel cuore degli uomini per la mia Fiamma d’Amore” (Dai messaggi: Fiamma d’Amore del Cuore immacolato di Maria).

“Dopo tutte queste tribolazioni e angustie, in un modo che non si può comprendere dagli uomini, Dio purificherà la santa Chiesa risvegliando lo spirito degli eletti. Seguirà un miglioramento così grande nella Chiesa di Dio, e un rinnovamento tale di santi pastori, che solo al pensarlo il mio spirito esulta nel Signore: la Sposa che ora è brutta e malvestita, allora sarà bellissima e adorna di gemme preziose e coronata di diademi di tutte le virtù , e anche gli infedeli, attratti dal buon odore di Cristo, ritorneranno all’Ovile cattolico, e si convertiranno al vero pastore e vescovo delle anime loro. Ringraziate dunque il Signore che, dopo la tempesta, darà alla Chiesa un gran bel sereno” (Cfr. Vita di santa Caterina da Siena scritta dal beato Raimondo da Capua O.P., Ed Cantagalli, pag. 298).

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